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Relitto Chrisoula K (Egitto)

Scritto da divemania in data 05/04/11
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Il Chrisoula K. è un cargo costruito in Germania presso il porto baltico di Lubeck, varato nel 1954 con il nome di Dora Oldendorf, cambiò società armatrice nel 1970 e venne chiamata Anna B e con questo nome navigò fino al 1979 quando venne definitivamente prelevata dalla Clarion Company Marina, società armatrice greca che la ribattezzò col nome di Chrisoula K. Lunga 98 metri e larga 14,8 per una stazza di 3.720 tonnellate il Chrisoula K. era alimentato da un motore diesel a 9 cilindri per 2.700 cavalli di potenza costruito nel porto Baltico di Lubeck da Orenstein, Koppel e Luebekker.  

Nell’agosto del 1981 il capitano Kanellis si trovava in Italia a bordo del cargo greco da lui capitanato e registrato con il nome di Chrisoula K. Terminate le operazioni di carico composto da piastrelle di fabbricazione italiana, la nave era diretta a Jeddah in Arabia Saudita. All’alba il Chrisoula K. mollava gli ormeggi per attraversare il tratto di canale che collega Suez con lo stretto di Gobal. Per oltre due giorni il capitano era stato impegnato a fondo per ottenere i permessi di navigazione. Usciti dal canale, il capitano decide di assopirsi e affidare il controllo della nave ad uno dei suoi ufficiali; con Jeddah a 600 miglia di distanza pensò di avere tutto il tempo per un meritato riposo. La sua siesta durò poco dato che Kanellis venne svegliato di soprassalto quando un fragoroso rumore segnò definitivamente il destino della nave, con i motori a tutta, la nave andava a centrare il lato nord orientale del reef di Abu Nuhas.

Era il 31 agosto 1981 e la nave nel tremendo impatto veniva irrimediabilmente danneggiata; la violenza dell’urto fu tale che determinò il completo distaccamento della prua che rimase sulla sommità del reef per diversi anni fino a quando i marosi la disintegrarono completamente. Nell’incidente non ci furono vittime e tutto l’equipaggio riuscì a mettersi in salvo grazie ai soccorsi giunti tempestivamente da Suez. Probabilmente, le cause dell’incidente non furono le avverse condizioni atmosferiche che spinsero fuori rotta la nave, ma piuttosto un errore umano; a conferma di questa ipotesi, è la forte velocità con cui l’imbarcazione investì il reef di Abu Nuhas, come se l’equipaggio preposto alla navigazione fosse assolutamente certo della rotta, e quindi sicuro di attraversare un tratto di mare privo d’insidie. La violenza dell’urto, fu tale che determinò l’immediato affondamento della nave.

L’immersione inizia sulla verticale del relitto dove, appena scesi in acqua, apparirà sotto di noi la maestosa sagoma scura dello scafo adagiato sulla sabbia corallina in posizione perpendicolare continua

Maggiori informazioni: Scheda Immersione. 

Info Testo: MarRosso.it 

Buon divertimento.

 

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