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Pinne Force Fin

Scritto da divemania in data 25/03/11
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Vendute in milioni di paia in tutto i Mondo le FORCE FIN hanno solo una piccola fetta di questo mercato, queste pinne sono così radicalmente differenti da quelle che tutti noi siamo abituati ad usare…….cerchiamo in questa piccola rassegna storica di capire il perché…… 

“ Mentre nell’ambiente venivano considerati dei brillanti visionari o quando non ridicolizzati come ombrellai strampalati, BOB EVANS e SUSANNE CHEST, iconoclastici creatori delle FORCE FIN, continuavano a predicare una rivoluzione nelle pinne con il loro modello in poliuterano la cui forma ricorda la pinna caudale di un tonno o di un delfino……….

Ispirate alla locomozione naturale delle creature acquatiche, queste pinne anno raccolto ampi consensi nel campo del nuoto, ma disdegno praticamente totale nei principali settori dell’industria delle immersioni subacquea. Le FORCE FIN hanno resistito a quello che i loro padri inventori consideravano come un attacco senza scrupoli portato dai loro competitori per screditarle negli STATI UNITI , mentre nel frattempo venivano adottate dalla Marina Militare Russa e dalla Jaeger School Norvegese ( l’equivalente del nostro COM.SUB.IN ) e stanno ora acquisendo nuove convenzioni tra i NAVY SEALS, i MARINE RECON e gli SCOUT DIVER della Delta Force. 

EVANS ha iniziato a progettare la sue pinne nel 1971 per reagire a ciò che egli sentiva come una mancanza di progresso nello sviluppo delle pinne. Pur non avendo nessuna formazione ufficiale in design, egli aveva imparato tecniche di modellatura ed altre abilità da suo padre scultore. Iniziava a progettare pinne a tempo pieno nel 1980, lasciandosi definitivamente alle spalle la sua carriera di fotografo subacqueo e costruttore di custodie video per alte profondità. BOB e SUSANNE si sono incontrati nel 1983 e si sposavano due anni dopo. Lei ora dirige la parte commerciale della faccenda.Le discussioni sulle FORCE FIN spesso vertono più sul loro aspetto che sulle loro prestazioni. Costruite con eleganti colorazioni traslucide, queste pinne hanno vinto numerosi premi per il design, sono state esposte al Museo di Arte Moderna con il titolo “ Materiali Mutanti nel Design Contemporaneo “ e sono parte permanente della collezione “ Moma Touch Tour “ per visitatori non vedenti.

Una cosa è certa……quando si parla di FORCE FIN ad un qualsiasi subacqueo e, se questo ne ha sentito parlare, otterrete sicuramente una reazione intensa, in un senso o nell’altro………..” La differenza……….. FORMA…….simili alle pinne caudali dei pesci, le punte dell’ala curvate verso l’alto sono una linea perfetta e forniscono portanza, la scarpetta lavora sul collo del piede e utilizza per la sua spinta i muscoli della coscia ( quadricipite femorale ) permettendo uno sforzo ottimale.

MATERIALE………..quasi tutte le pinne in questo settore sono fatte di “ Ethilvinilacetato “ che non è altro che il più economico dei prodotti plastici il quale non sopporta bene il calore e tende a perdere la sua forma originale se esposto a fonti di calore elevato, il materiale delle FORCE FIN è poliuterano la cui caratteristica e di avere una forte elasticità e flessibilità che resta inalterata nel tempo anche dopo lunghi anni di utilizzo. Le FORCE FIN non hanno bisogno del cinghiolo………..stanno su da sole…….ci si mette il cinghiolo solo perché altrimenti la gente non le comprerebbe. Basta fare una semplice prova, togli il cinghiolo e prova a vedere se le pinne stanno su……se le pinne scappano vuol dire che lavorano sul trascinamento e che non fanno nessun lavoro al posto tuo. Se la pinna invece sta su senza il cinghiolo, allora la pinna lavora sul sollevamento e sta realmente facendo del lavoro per il subacqueo, non bisogna necessariamente SENTIRE le pinne perché queste lavorino. 

Diversamente da qualsiasi altra pinna le FORCE FIN generano un tale sollevamento che sono loro stesse ad attaccarsi al piede.

LA GENTE DICE CHE………….” o le ama o che pinneggia e pinneggia ma non va da nessuna parte………..nella subacquea si insegna uno stile di pinneggiata che nel nuoto è stato abbandonato diversi anni fa, e che è la solita falcata ampiamente dominata dal trascinamento……BOB ha imparato più sulla fisiologia del muoversi attraverso l’acqua dai pesci e dagli allenatori di nuoto che dalla subacquea. Poco è stato recepito dalla subacquea per sfruttare al meglio le spinte di portanza, per pinneggiare si deve avere la necessità di intraprendere un movimento di battuta con una frequenza maggiore e con minor carico.Le FORCE FIN sono state proprio progettate per un moto di battuta, una pinna che è più corta e più flessibile, e quindi non si avranno problemi ad impiegare questa tecnica di pinneggiata che è maggiormente efficace.

Buon divertimento.

 

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