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Relitto Laura C

Immersione segnalata da divemania in data 14/04/10
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  • vincenzo

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relitto profonda  
Intermediate-advanced
20.00 mt.
15.00 mt.
Buona
Media
Da terra

Anthias (Anthias anthias) Saraghi (Diplodus sp.) Castagnole (Cromis cromis) Gamberetti (Pleionska narval) Cernie Murene

Descrizione

La nave dopo il siluramento venne rimorchiata e si incagliò a circa cento metri dall’attuale linea di battigia, nel tratto di spiaggia della frazione di Saline Ioniche. Per molti anni la sua prua affiorante ne ha segnalato la presenza; oggi essa, insieme a buona parte della zona prodiera, giace sommersa dal fondale sabbioso da cui si eleva, a circa 18 metri di profondità, il maestoso albero che si innalza per circa 5 metri verso la superficie.
ll relitto della “Laura C” rappresenta un vero e proprio ambiente a se stante, quasi un’oasi di vita isolata e diversa su questo che è un fondale sabbioso dall’aspetto desertico per la quasi totale mancanza di vita bentonica e sessile; un luogo ideale per lo studio e la conoscenza del mondo sommerso e della fauna marina a cui il relitto offre molte opportunità.
Dai dati raccolti dai subacquei, che hanno volontariamente aderito al progetto, sono state compilate circa cento schede di rilevamento oltre ad essere scattate decine di foto e realizzate alcune riprese video, emerge che le sue strutture sono ricoperte da madreporari e spugne di vario genere, oltre a tunicati; gli Anthias (Anthias anthias) ed i Saraghi (Diplodus sp.) insieme alle Castagnole (Cromis cromis) creano delle vere e proprie nuvole che avvolgono e circondano l’intera struttura della nave. Nelle zone buie è facile scorgere gli occhietti furtivi di centinaia di Gamberetti (Pleionska narval) che ci osservano timidamente da questi loro nascondigli.
La prima cosa che sorprende il subacqueo, dopo l’ingresso in acqua, è il fondale privo di Posidonia oceanica e con qualche masso ricoperto da forme di vita unicellulari come l’Ombrellino di mare (Acetabularia acetabulum) e qualche Coda di pavone (Padina pavonica).
Le strutture del relitto sono colonizzate da una gran quantità e varietà di forme di vita sessili come le spugne nere (Spongia agalicina, Spongia officinalis, Cocospongia sp), idrozoi plumulari (Eudendrium, Aglaophenia), sulla fiancata di dritta della nave vi sono dei madreporari a cuscino (Cladocora caespitosa). L’ambiente circostante il relitto risulta essere quasi desertico ed il substrato è ricoperto da una sottilissima polvere che, secondo noi, impedisce il proliferare della vita sessile. Questa polvere, presumibilmente residuo dei lavori di cementificazione delle stive, la si trova fin dai primi metri, in modo particolare dove ancora giacciono i resti delle tubature e dei supporti alle stesse, fino alla quota più profonda a cui si trova la parte poppiera del relitto.
Copyright © 2011 Proprietà del testo di Francesco Pacienza




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